28 giugno 2006

Gigi Meroni

Il dribbling della farfalla di Augusto da San Buono

Tra calcio e letteratura non c’è mai stato un gran feeling ; sì, il vecchio Saba ha scritto le famose cinque poesie per il gioco del calcio, ma più che altro è stato – come dice lui stesso – un inno alla squadra paesana, ossia la Triestina degli anni ’50, dove la sua “serena disperazione”, i giochi metrici, l’enfasi sentimentale s’illuminano di interne epifanie, sul rettangolo verde, dove il poeta s’unisce all’ebbrezza della folla che trabocca sul campo dopo un gol degli alabardati. Anche Giacomino Leopardi, nel 1821, scrisse un'ode dedicata a una stella del pallone, all'epoca una sorta di incrocio tra la pallavolo e il tennis, ma era costume al suo tempo dedicare odi e carmi ai nobili delle zone. Poi dobbiamo ricordare Vittorio Sereni, che presagì, in tempi non sospetti, gli eccessi e i veleni del calcio miliardario, nonché le tribolazione della sua amata Inter .
Ma i veri poeti del calcio sono stati Niccolò Carosio, Gianni Brera, Sandro Ciotti, Enrico Ameri, Nando Martellini, Gianni Minà, Candido Cannavò, ossia quei giornalisti-scrittori o radiocronisti, che hanno vissuto per il calcio, grandi maestri di giornalismo, ma anche di letteratura sportiva, a cui vanno aggiunti scrittori di oggi come Cesare Fiumi, Giuliano Sadar, Fernando Acitelli e Nando Dalla Chiesa , che con “La farfalla granata - meravigliosa e melanconica storia di Gigi Meroni, il calciatore artista", è giunto diritto al cuore dei tanti tifosi e ammiratori del campione comasco. E da questo Libro l’attore Antonio Calò ha tratto la sua pièce teatrale “Il dribbling della farfalla”. Il rapporto calcio e teatro praticamente è inesistente, se togliamo le macchiette, godibilissime, di Teo Teocoli: Caccamo, Maldini, Galliani e Moratti; eppure siamo cinquanta milioni di tifosi di calcio. Possibile che un testo sul calcio non interessi nessuno?
Sotto questo aspetto la pièce IL DRIBBLING DELLA FARFALLA è davvero qualcosa di nuovo e originale nel panorama calcistico-letterario; con un tono dimesso, semplice e poetico, colloquiale, senza enfasi o squilli di tromba, ma con tutte le mediazioni ironiche e umoristiche che richiede un personaggio su generis come Gigi Meroni, Calò ha disegnato traiettorie lievi, da farfalla, un impasto fragile, fatto di penombre, con qualche luce e qualche incertezza esecutiva, ma con i piedi ben piantati… nell’aria, come direbbe qualcuno.
“Il dribbling della farfalla” è un testo dichiaratamente surreale, raccontato da un immaginario allenatore della Libertas San Bartolomeo, “l’invincibile squadretta dell’oratorio di Como”, dove Meroni mosse i primi passi, che rievoca la vicenda, ora burlesca, ora ironica, ora giocosa e sentimentale del tempo “quando eravamo poveri e felici “, la storia di uno che “sulla fascia era simbolo di libertà; una pièce, dicevamo, scritta tra il lusco e il brusco, da “messico e nuvole”, fatta di fumo, cioè di niente, che Antonio Calò, traendo spunti dal libro di Della Chiesa ha scritto e – insieme all’amico regista Giuseppe Miggiano - rappresentato con la loro compagnia teatrale, “ La Calandra” di Tuglie , in tutta Italia, dalla Calabria a Como, città natale di Gigi Meroni. Ma che c’entra un Antonio Calò con uno da “luna padana” come Gigimeroni? ,“E’ quel suo lottare duramente per conquistarsi il suo spazio di autonomia e libertà, quel suo dribblare un destino già segnato fatto di deliri e ingiurie, di estasi e lamenti e di tutti gli “accidenti” della vita, che mi ha fatto innamorare di lui, dice Antonio Calò.
In Gigi Meroni l’arcano si unisce all’alfa e l’omega, c’è il poeta, l’artista, ma anche il riformatore, il “Calimero” ( così lo chiamavano anche i suoi tifosi) che si prende le sue rivincite sulla sorte, c’è un nuovo spirito rivoluzionario che ritesse la storia e il mondo.

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